Piccole felicità
che riempiono la vita e i viaggi
Esplosioni di mimosa in questi giorni.
In ordine sparso e senza gerarchia, le felicità che porto con me.
Ti riconosci in qualcuna?
Un abbraccio da Pitelli, il borgo ligure dove mi trovo al momento 💐
Raccogliersi la sera, dopo cena, nei propri pensieri, farli fluire e scriverli a sprazzi nel taccuino azzurro.
Perdersi camminando in un luogo sconosciuto, guardarsi intorno ed essere catturata da tutto.
Chiudere un lavoro, rileggerlo e avere la sensazione che sia venuto bene, tondo tondo.
Cambiare strada, improvvisamente, seguendo una bellezza inaspettata, un tempietto laggiù nel bosco.
Sedersi a terra a gambe incrociate, accendere una candela e stare lì così.
Preparare lo zaino, una cosa dopo l’altra, ogni oggetto al suo solito posto.
Non avere impegni, non volerne. Stare senza fare.
Ricevere dall' altra parte del mondo il messaggio di un' amica: come va?
Incontrare una persona in ostello, come provenisse da un altro pianeta, e riconoscere la sua umanità così uguale alla mia.
Sapere che la mamma è serena anche se io non ci sono.
Stare bene dove sono e lasciare l'altrove dov’è, per una volta.
Assaporare nelle ossa il tepore del sole invernale, ad occhi chiusi.
Buttarsi nella mischia, e sentirsi parte. Incontrare gli aborigeni in manifestazione e sentirsi aborigena.
Fare ginnastica, ovunque, in viaggio o ferma qui. Sentire il corpo, non perdersi.
Trovarsi per puro caso nel posto giusto al momento giusto. Nel pieno della fioritura dei ciliegi, nel pieno di una festa di fine ramadan.
Vivere nelle case degli altri e far rivivere gli spazi, gli oggetti, come se fossero miei.
Superare la paura di fare una cosa, e poi farla. Inchinarsi a se stessi per esserci riusciti.
Partire, ignorando quasi tutto.
Passare una giornata ordinata, armonica, nelle parole, nel cibo, nel movimento.
Sprofondare nel silenzio, e non sentirsi soli nella solitudine.
Scrivere, leggere, dimenticare il cellulare, i social, le serie.
Sentire la voce inconfondibile del mio compagno, da lontano, quando mi chiama dal mare, e da vicinissimo, quando sta lavorando accanto a me.
Essere in un luogo incredibile, eppure ci sei, sei proprio tu.
Avere tutti gli amici intorno, quella volta speciale.
Viaggiare cinque mesi, a braccio, senza preoccupazioni né piani prestabiliti.
Dare le dimissioni dopo vent'anni e cominciare la vita nuova al mare, un mercoledì pomeriggio.
Raggiungere quell’isola piccolissima in mezzo all' oceano.
Bere il latte caldo prima di addormentarsi.
Buonanotte, Cristina



Sapere di donare con questi semplici messaggi stupore agli amici, ma non è stupore, non è neppure invidia, è distillato di meraviglia condiviso.
Leggerti è sempre una magia. E mi piace perché so che è concreta, reale.
Mi sembra sempre di starti accanto.
Grazie cara, buon percorso!