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Molto bello Flavio; hai ragione, non si taglia in due, la storia di qua, la geografia di là, eppure in qualche modo gli spazi, l' aria, il paesaggio e i suoi profumi ci plasmano ancora prima che giunga la consapevolezza. Se la storia è consapevolezza, vissuto, elaborazione, evoluzione in un certo senso viene dopo.

Ma abbiamo trovato un'altra cosa in comune, la focaccia e Punta Chiappa :-)

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set 3, 2023Messo Mi piace da Cristina Rolfini

Le tue parole rimandano alla frase che ho tatuata sull'avambraccio sinistro: "I nomadi non hanno storia, solo geografia" - che alla fine, siamo tutti un po' nomadi. Grazie come sempre delle tue parole. Buona strada!

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Grazie a te Marta. Molto bello.

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set 3, 2023Messo Mi piace da Cristina Rolfini

Meraviglioso.

Avevo visto alcune immagini di questi luoghi così belli in un video musicale.

Davvero poetico.

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Poetico, si. Facci una scappata, una fuitina :-)

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set 10, 2023Messo Mi piace da Cristina Rolfini

Anche questo ci accomuna! Io sono nata a Genova e dai 6 mesi ai 9 anni ho vissuto a Recco. Come rimanere indifferente al richiamo della terra che ho sentito chiaro e forte dal tuo blog!

Quello che più mi è rimasto nella mente e nel cuore della mia Liguria è il contrasto del blu e del verde, le scogliere a picco sul mare, la luce abbagliante del sole, che si apre improvvisamente davanti agli occhi dopo il buio delle gallerie, quando viaggi in treno...e le ville bianche che spuntano tra i giardini e le grosse piante di agave. Camogli, splendida e pittoresca, piena di angoli magici tappezzati dalle reti dei pescatori... Grazie per avermi fatto riemergere tanti ricordi, sempre presenti ma necessariamente un po' archiviati...

Sono d'accordo, siamo prima geografia! Se cambi posto, la storia diventa un'altra.

Buon viaggio cara.

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Grazie Fulvia, molto bello questo nostro incontro

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Fin da piccolo mi spingevo spesso, dalla Toscana, da Firenze, verso il nord del Piemonte, in Val d'Ossola... In quel lembo d'Italia, incuneato nella Svizzera, tutto circondato da montagne altissime: tutte tra i tre e gli oltre quattromila metri d'altezza! Le vette, agli occhi di me bambino, parevano allora ancora più alte ed impressionanti; e comunque sempre ricoperte da nevi perenni! Questo, oggi, non lo è più! Sì, in Val d'Ossola...

In quella valle, passata alla storia per le sue gloriose vicende partigiane; per aver dato vita alla "Repubblica Partigiana della Val d'Ossola", accendendo, negli animi dei nostri padri e dei nostri nonni - in un momento così triste e buio della nostra storia -, una fiammella di speranza! Lì ho i miei avi, lì ho le mie origini e lì abbiamo da sempre una casa... Io non so se sono più 'storia', o 'geografia'... e cosa venga prima! Per me è difficile dirlo. So solo che, quando dovevamo partire per il "Nord", in famiglia si apriva sempre un'accesa discussione, da cui scaturiva sempre una difficile e sofferta decisione:

- Passare dalla Pianura Padana, che trovavo terribilmente noiosa e stancante, perché piatta e monotona (benché il viaggio fosse più corto e di minor durata);

- Oppure, passare da Genova, dalla Liguria, che noi ragazzi - me con i fratelli - trovavamo sempre così stimolante e avvincente.

Quel paesaggio ligure, così mosso; quei borghi colorati, spesso arroccati, dove sempre svettava la loro chiesetta, con il loro campanile; le creste scoscese delle montagne, verdissime... Lo scintillio del mare, che all'improvviso ci appariva dietro una curva, tra una cresta e l'altra della montagna, che sembrava dover scivolare, e tuffarsi in mare... Tutto questo accendeva in noi ragazzi mille fantasie! Inutile dirlo, noi propendevamo sempre per Genova, per Recco, per le loro focacce... Per quella al formaggio, famosa in tutto il mondo! Per noi, la focaccia era diventata motivo di viaggio, di deviazione, di sosta... Impossibile resisterle! Oggi, le cose non sono tanto cambiate; continuo ancora a fare una deviazione, una sosta... per godere di questi profumi, di questi colori. La tratta Firenze - Ossola spesso veniva interrotta a Camogli, per la "Sagra del Pesce". Un tempo, unica, eccezionale... Oggi, solo un evento caotico e per turisti. Crescendo, sono però poi cambiati anche i gusti... si sono affinati. Così, quando il FAI decise di prendere sotto di sé l'Abbazia di San Fruttuoso e, dopo attento restauro, di aprire al pubblico questo magico luogo, altrimenti precluso ai più, volli essere tra i primi a visitarlo. Volli arrivarci via mare, per barca. Per godere, al mattino presto, del silenzio e della suggestione che quel gioiello, incastonato in quella incredibile baia, avrebbe evocato su di me... La scorsa estate ci sono voluto ritornare. Stavolta affrontando un sentiero. È stato bello, ma non era più la stessa cosa... Il suo silenzio, i suoi colori sono ormai solo un ricordo! Questo giugno ero a scarpinare, e picniccare, nei boschi di Punta Chiappa; per poi decidere di scendere a San Rocco, per godere, dal suo 'balcone' naturale, della splendida vista che si ha da quassù! Davanti agli occhi, un panorama unico, sublime che abbraccia, d'infilata, tutto il Golfo Paradiso: spingendosi fino a Nervi e anche più. Non so se sono più 'geografia', o 'storia'. Per me è difficile dirlo...!

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