Bentrovati nel 2026, cari lettori e lettrici dei Pensieri Nomadi, buon anno 💐
Oggi mi sento gioiosa come queste foche che giocano a gruppi nella baia di San Francisco e voglio dedicare il primo post di gennaio a un valore inestimabile: la relazione, l'amicizia, la condivisione. Tanto più preziose quando si sceglie una vita vagabonda in cui necessariamente si perde un contesto sociale stabile, che sia amicale, lavorativo o anche politico.
Per ogni scelta si paga un prezzo e lo sradicamento è l'altra faccia della medaglia di un' esistenza in movimento, in cui ti sposti spesso, frequenti luoghi lontani, transiti per periodi non abbastanza lunghi per riorganizzare gruppi sociali. Se sei fortunata fai incontri belli che ti rimarranno nel cuore, e se sei costante riuscirai a mantenere i contatti, persino a rivederti, ma il contesto è un’altra cosa.
Non rimpiango nulla, amo la mia vita itinerante e persevero nel condurla, ma mi interessa focalizzare questo aspetto, che forse non è poi così visibile a chi guarda da fuori, e nemmeno a me finché non mi sono tuffata in questo andare.
L' assenza del gruppo, una certa solitudine che si vive nel viaggio - anche nel viaggio di coppia - e, d’altro canto, la preziosità delle amicizie, delle relazioni, quando ci sono, quando le cerchi, quando si ricreano.
La sto vivendo da quando sono rientrata in Italia a novembre dopo l’ultimo viaggio americano. Un festa come non ne facevo da anni; una giornata tra donne a fare insieme cose bellissime, dipingere, meditare; un capodanno lungo quattro giorni di condivisione - in casa, a cucinare, mangiare, camminare, ballare, parlare; e adesso qui, in un posto magico che si chiama Monte Maria a vivere momenti di vera vita comunitaria. E poi ancora.
Insomma, un grande viaggio degli amici ha aperto questo anno. E sono le relazioni, mi accorgo, a nutrire il mio equilibrio solitario, a sostenere l'anima nomade che, a un certo punto, prende il volo e va.
Non sola, non isolata, ma agganciata. Questo è molto importante e fa una grande differenza quando tu ti muovi mentre gli altri restano.
Non è sempre facile condurre relazioni quando le esistenze sono o diventano molto diverse. A volte questo tipo di vita ti fa sentire estranea, e lo diventi in effetti rispetto alla quotidianità della maggioranza delle persone. Ma nel tempo ho capito - e accettato - che i cuori si sistemano in molti modi, ed è il suo bello: qualcuno riesce a bucare lo spazio e a farsi sentire vicinissimo, ovunque io sia; altri ti ritrovano nel momento in cui ci sei di nuovo con la stessa intensità di sempre.
Alcuni invece li perdi, non li trovi più, non tanto fisicamente ma nei pensieri, nelle parole. La distanza allora allontana e non si colma.
C’è però anche un contesto particolare, anch’esso itinerante, ed è questo blog. La ragione profonda per cui scrivo si è rivelata strada facendo: costruire pian piano un gruppo, una società in miniatura, per quanto mobile, intermittente e in evoluzione, che viene con me.
I Pensieri Nomadi sono nati dalla mia prima esperienza di vita in viaggio, alle isole Canarie, nel novembre 2020. Non potrei più farne a meno perché in questi anni sono diventati relazione, comunicazione, condivisione. Ne fanno parte amici grandissimi, la mia mamma e i miei affetti più cari, colleghi di lavoro vecchi e nuovi, perfetti sconosciuti che mi seguono con silenziosa costanza, persone con cui ho intensi scambi e che mi sembra di conoscere pur non essendoci mai incontrati, lettori di un giorno. Un piccolo mondo mobile preziosissimo.
Grazie di essere qui 🙏
Un abbraccio, Cristina



